All’Ombra Delle Aquile: recensione del film del 1966

Lo sfondo del film storico “All’ombra delle aquile” è quello dell’Impero romano, caratterizzato dal potere di Tiberio. La provincia della Pannonia è minacciata dall’assalto delle tribù germaniche. Pertanto, l’Imperatore Tiberio decide di intervenire, mediante l’invio di un’autorità importante nella Roma Antica, un tribuno, con l’obiettivo di riportare pace e stabilità nel territorio. Giunto sul posto, il tribuno Marco Ventidio, a cui Cameron Mitchell dà il volto, cade innamorato di Helen (Beba Loncar), la figlia di un membro delle tribù germaniche, che è sua prigioniera. Questo evento imprevisto creerà un concatenarsi di avvenimenti, che avvicineranno i due giovani. Il film, dunque, al di là della trama facilmente intuibile, nasconde un messaggio più profondo, permettendo di comprendere come l’amore vinca ogni incomprensione ed ostacolo, regalando sorprese inaspettate. Il genere storico oggi è tornato di moda grazie al grande archivio di film che è possibile cercare e trovare su internet. Gli appassionati di questo genere cinematografico sono molto esigenti dal punto di vista della trama ed amano affezionarsi ai personaggi che interpretano meglio degli altri i ruoli storici sul grande schermo. Non cercate comunque di individuare in film di questo genere dei colossi “alla Ben Hur”, per intenderci, visto che, nonostante gli alti costi di produzione, questo genere cinematografico non sempre riesce a soddisfare i requisiti richiesti dal pubblico più appassionato. Ho appena visto il film completo All’Ombra Delle Aquile sul sito www.thefilmclub.it .

Un occhio di riguardo in questa pellicola viene concesso a Cameron Mitchell. La figura di Cameron Mitchell, nel ruolo del tribuno, ha influenzato in modo rilevante sull’economia del film,  grazie al prestigio che caratterizza la sua carriera, consacrandolo come uno degli attori più stimati del settore. Mitchell ha ricoperto numerosi ruoli in film italiani, ma ha prestato il suo volto anche per registi di caratura internazionale, quali: John Ford, Raoul Walsh, Charles Vidor e Orson Welles. Gli anni sessanta hanno rappresentato un periodo d’oro per Mitchell, poiché ha lavorato per Mario Bava, regista e sceneggiatore italiano, le cui abilità gli hanno permesso di creare film di diverso genere, diventati autentici capolavori: “La maschera del demonio”, “Cani arrabbiati” e “La ragazza che sapeva troppo”. Mitchell ha avuto modo di collaborare con Bava per la realizzazione di diverse pellicole, quali: “Gli invasori”, “Sei donne per l’assassino” e “I coltelli del vendicatore”, che incrementarono la notorietà dell’attore. A questo punto, Mitchell ha fatto il salto anche sul piccolo schermo, partecipando anche a delle serie televisive. In particolare, negli Stati Uniti ha prestato il suo volto per il telefilm “Ai confini dell’Arizona”, oltre che per varie comparsate in altre serie televisive come “La famiglia Robinson”, “Magnum, P.I.” e “Supercar”. Infine, la carriera di Mitchell è sintetizzabile con un numero, 230, che rappresenta il numero di film, serie televisive e telefilm in cui ha recitato nel ruolo di protagonista o in ruoli di carattere secondario.