Guida essenziale all’uso (corretto) del termometro a infrarossi

Credi di sapere perfettamente come usare un termometro infrarossi? Nonostante tu possa essere abituato a utilizzarlo per misurare la febbre, dal momento che si trova ormai in commercio più frequentemente di quelli più tradizionali e a colonnina, non è detto che lo abbia fatto fin qui nella maniera più corretta. Apparentemente più semplice da utilizzare, e certo più veloce nella restituzione dei risultati, un termometro a infrarossi richiede infatti qualche accortezza in più al momento dell’utilizzo. Soprattutto perché, in via del tutto generale, è anche un termometro più sensibile e che, proprio per questo, se utilizzato scorrettamente potrebbe restituire dei risultati che non sono effettivamente quelli che riguardano la temperatura corporea dell’ammalato.

 

Cosa (non) fare quando si misura la febbre con un termometro a infrarossi

La prima distinzione da fare è allora sulla sede in cui va misurata la febbre. Tra i termometri a infrarossi, infatti, ne esistono di frontali e auricolari: come suggerisce lo stesso nome i primi misurano la temperatura semplicemente se avvicinati, ovviamente accesi, alla fronte dell’ammalato; mentre i secondi vanno inseriti con molta delicatezza nel padiglione auricolare e lasciati lì per i pochi secondi indispensabili alla misurazione. Molto importante, comunque, è considerare su che paziente verrà utilizzato il termometro a infrarossi: generalmente è il sistema più scelto dalle mamme con bambini piccoli per cui il momento della misurazione della febbre potrebbe essere traumatico, come sempre quando si tratta di assumere farmaci, o che possono avere per esempio grandi difficoltà a rimanere fermi, anche per poco tempo. Proprio i movimenti sono uno dei grandi nemici dell’affidabilità di un termometro a infrarossi: è essenziale stare quanto più fermi possibile durante la misurazione, cosa comunque resa più facile dal fatto che questa dura in genere pochi secondi e comunque molto meno del tempo indispensabile quando si usa invece un termometro classico.

 

Quello che non si considera quasi mai, comunque, è che un termometro a infrarossi è particolarmente sensibile alle variazioni di temperatura e umidità dell’ambiente: non si tratta di fattori facilmente controllabili, l’unico modo per farlo potrebbe essere utilizzare il termometro sempre nella stessa stanza, preferibilmente la stessa in cui viene conservato quando non è utilizzato o, nel caso in cui si abbia bisogno di spostarlo, lasciare passare del tempo tra il momento in cui avviene lo spostamento e quello in cui invece è utilizzato, in modo che possa in qualche modo “acclimatarsi”.

 

Delle osservazioni più generiche, comunque, potrebbero essere fatte sulla precisione dei risultati ottenuti con un termometro di questo tipo: in genere la temperatura è segnata su un schermo digitale e viene riportato almeno il primo decimale, mentre in alcuni modelli più recenti o più sofisticati vengono fornite contestualmente anche alcune informazioni aggiuntive come, per esempio, una serie di valori che vanno considerati febbre o non. Ovviamente, in commercio esistono molti modelli diversi, con caratteristiche e funzionalità tecniche parecchio diverse: l’unico modo per essere sicuri di utilizzare davvero nel modo corretto il proprio termometro a infrarossi, allora, è leggere attentamente le istruzioni che vengono fornite contestualmente alla vendita.